Felice Izzi
Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 2007 10:29
 

 

FELICE IZZI è nato a Catanzaro il 03 giugno 1976.
Nipote diretto di due grandi direttori dell’istituto sordomuti di Catanzaro, Antonio e Felice Izzi de Falenta, ha vissuto l’infanzia tra i sordomuti, interessandosi poi alla loro storia.
Dopo aver conseguito due diplomi, si è laureato con lode in Storia moderna e contemporanea presso l’Università degli Studi della Calabria nel 2000, quindi si è abilitato nell’insegnamento della storia dell’arte e nel sostegno alla disabilità.
Attualmente docente di sostegno presso un istituto scolastico superiore statale, l’autore è particolarmente  interessato da temi culturali molto diversi: arte, filosofia, cultura locale, storia, fino a sport e fumetti; è infatti anche allenatore di nuoto FIN con molti anni di esperienza in ambito natatorio, e vignettista per passione.
Ha già pubblicato: I portali di Davoli, storia moderna di un paese e della sua architettura civile (Davoli Marina, SudGrafica, 2005), oltre a diversi lavori progettuali multimediali di storia dell’arte; collabora con la rivista specializzata “In acqua” quale vignettista.

Il 1997 chiudeva la porta d’ingresso di un antico palazzo, a lungo luogo di silenzi, eppure pieno di vita e di costante attività; era l’istituto sordomuti provinciale di Calabria “Antonio Izzi de Falenta”, istituito dal vescovo di Catanzaro nel lontano 1859.

Esso rappresentò per un secolo e mezzo l’unica possibilità di emancipazione ed educazione per tanti ragazzi sordomuti, non solo calabresi; diventerà così più che un centro importante una casa, una grande famiglia in cui la comune condizione di sordità legava tra loro indissolubilmente rapporti, amicizie e singole storie personali.

Quel che viene fuori dalle ricerche di archivio dell’autore è dunque un piccolo ma interessante pezzetto di storia locale; una storia a lungo dimenticata per la perdita di tanti documenti, ma egualmente ricostruita attraverso ricordi, carte di segreteria, foto d’epoca, leggi e atti storici.

La narrazione, che ha un taglio rigorosamente storico e scientifico, ci riporta agli albori del sordomutismo, alle discriminazioni; ci conduce tra metodologie e problemi economici; ci presenta tanti umili pionieri della riabilitazione umana; ci mostra la fondazione dei primi istituti, tra i quali quello di Catanzaro darà a lungo lustro alla città e speranza a tanti giovani, che furono scolarizzati, educati e preparati professionalmente al lavoro nelle due sezioni (maschile e femminile) di via Turco e via Smaldone. Le foto testimoniano di tanti momenti e di tanti volti; dai cassetti della memoria emergono iniziative e coraggiose scelte portate avanti da grandi direttori ed insegnanti tra guerre e difficoltà umane; fino all’assorbimento dell’ente da parte dell’Amministrazione Provinciale, che fu da subito sponsor storico dell’istituto, sempre attento, munifico e generoso verso i sordomuti e le loro esigenze.   

Per tutto questo la benemerita opera rimase impressa nei ricordi collettivi nonostante la chiusura, dopo anni travagliati e sulla scia delle moderne leggi sull’integrazione che resero superata l’età degli istituti; tuttavia il suo valore e la sua storia emergono oggi con questo testo di “giustizia storica”, che rende merito alla memoria di quella che fu una vera àncora di salvezza per tante persone.

Un’àncora, come quella impressa nell’arme della famiglia Marincola, il cui palazzo ospitò con altrettanta generosità sia i nobili catanzaresi che i sordomuti poveri della Calabria… sempre lì, tra quelle stesse mura. Testimoni silenziose!   

  

 

 


Libro Storia


Foto Soriche 1954-2006


 
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